El rosario in taa staa

 

Le vicende quotidiane di una numerosa famiglia patriarcale, nella Concordia Sagittaria tra le due guerre. La vita contadina, scandita dall’alternarsi delle stagioni, tra preparativi di nozze (primo atto), racconti, aneddoti di paese e storie di santi, mendicanti e streghe ed un improbabile rosario finale (secondo atto), tra dialetto e latino maccheronico, costituiscono la trama di questa commedia che vuole riportarci al modo di vivere genuino e colorato di quegli anni.
Tratta da fatti realmente accaduti. Con un occhio attento e innamorato alla parlata concordiese.

NOTE DI REGIA
Fino a cinquant’anni fa, nelle campagne di Concordia Sagittaria, la vita era scandita da riti e ritmi immutabili, che caratterizzavano un modo di vivere che durava da secoli, poi scomparso piuttosto in fretta. La ritualità che avvolgeva ogni cosa diventava sacra cultura nella sua rigidità. La fede cristiana, istintiva e naturale, prevedeva ogni aspetto della vita, sconfinando in ataviche reminiscenze di antiche culture popolate da spiriti e magia.
Esisteva una perfetta integrazione tra religione popolare e ufficiale, grazie alle orazioni e alle invocazioni rituali insegnate agli anziani e perciò da recitare, anche se in una lingua, il latino, di cui non si comprendeva il significato.
La parlata usata nella commedia mette in evidenza termini, modi di dire, espressioni, che potrebbero stonare in un contesto moderno.
Ma la cultura della nostra gente, all’epoca, era quella; per cui certe espressioni mantengono il loro reale significato solo usando il vernacolo, peraltro senza quel contenuto di volgarità che riusciamo a cogliere al giorno d’oggi.
In questo lavoro abbiamo voluto far rivivere alcuni momenti di quel mondo scomparso, riportando lo stesso spirito e le stesse espressioni con cui si manifestavano, salvati attraverso i racconti, interviste e testimonianze di persone, anche ultra novantenni, rigorosamente riportati nella loro originalità e degni di non scomparire.


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