Chi siamo

Il Gruppo Teatrale La Bottega è un’Associazione culturale per l’attività teatrale amatoriale. Ha sede a Concordia Sagittaria (VE) ed ha come scopo la pratica, la promozione e la diffusione della cultura teatrale. E’ iscritta dal 1995 alla Federazione Italiana Teatro Amatori.
Il Gruppo ha origine nel 1981 e mette in scena il primo spettacolo nel 1983, “La Bottega dell’Orefice” di Karol Wojtyla, da cui ha derivato la propria denominazione.
Con la successiva costituzione dell’Associazione “Gruppo Teatrale La Bottega”, la compagnia ha sviluppato la propria attività in molteplici direzioni, affrontando un vasto repertorio di autori e generi diversi, con opere classiche, moderne e di avanguardia, allestimenti storici, teatro dialettale e letture animate di poesie e prosa. Ben quaranta sono i lavori messi in scena dall’inizio dell’attività ad oggi (vedi). Il numeroso organico del Gruppo consente la predisposizione contemporanea di più allestimenti, per un’offerta artistica sempre ricca e varia.
La Bottega ha partecipato a diverse rassegne teatrali e festival amatoriali in varie parti d’Italia. Organizza ogni anno presso il Teatro Comunale di Concordia Sagittaria la rassegna Teatranti (dal 1992) e il 7×15 Concorso Nazionale per Brani di Teatro (dal 2006), in collaborazione con Pro Loco e Amministrazione Comunale. Realizza corsi di recitazione, spettacoli nelle scuole ed altre iniziative per la diffusione della cultura teatrale. Dal 2018 ha aperto una scuola di teatro per ragazzi dagli 8 ai 12 anni.
Il repertorio attuale comprende “La Bottega del Caffè” e “Un Curioso Accidente” di Carlo Goldoni, “Tartufo” e “Il Medico per Forza” di Molière, “Deus ex Machina” omaggio a Woody Allen, “Femmine da Morire” di Filippo Facca, spettacolo di monologhi al femminile sul tema della violenza di genere e la commedia dialettale “El Rosario in taa staa” di Mara Trevisan. Recentemente, i giovani attori della scuola di teatro per ragazzi hanno messo in scena “La nostra storia” di Mara Trevisan e “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni.