Deus Ex Machina

Rintracciare un filo logico in questo pottiniccio teatrale è impresa quantomeno ardua…Due dubbi, quanto improbabili greci antichi, Diàbete ed Epàtite, discettano pseudofilosoficamente sulla tragedia che dovrebbe consegnarli alla fama eterna in veste di attore e di scrittore, non riuscendo però  a trovare un finale degno del loro supposto capolavoro. Per cercare di ottenere un risultato credibile, provano a coinvolgere un nugolo di soggetti strampalati: una sedicente studentessa, un poco credibile inventore, dei turisti americani, l’autore di un altro testo, personaggi di altre commedie…chiederanno anche l’aiuto del pubblico. Niente da fare: l’unica speranza sembra risiedere in un intervento ultraterreno, il Deus Ex Machina, appunto ma non c’è più tempo da perdere, il Festival Ateniese del Dramma sta per iniziare! Si va in scena!

 

NOTE DI REGIA

Più che un testo teatrale, Deus Ex Machina è un pretesto per provare a ridere del teatro stesso. Dal teatro classico ellenico al metateatro, dal teatro dell’assurdo al “teatro nel teatro”, da Euripide a Shakespeare, passando attraverso Pirandello, Brecht e altri, l’Autore sembra voler far scempio di quanto c’è di più sacro sul palcoscenico, passando ogni velleità seriosa attraverso il setaccio della sua irresistibile ironia. Si può avere l’impressione  di non capire dove si voglia andare a parare, di non cogliere nemmeno se esista o no una trama, se si stia assistendo ad una commedia o ad altro… Beh, impressione esatta: si può non capire niente, perché non c’è proprio niente da capire!

Ma, perdonate, anche questo è Teatro.

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